Questa dovrebbe essere la Storia di Sandy Boo.
Ora, se vogliamo raccontare la sua storia, basta leggere il blog, perchè Sandy è nata alla fine dell'estate 2006, durante una serata di degenero (per citare Baby), con i capelli alla Sandy Marton (ecco da dove viene il nome) e grasse risate. Ridevo anche se mi dicevano boo. Ecco l'origine, almeno del nome.
Insomma, la vita di Sandy è piuttosto breve, tuttavia intensa.
La mia vita invece è iniziata 28 anni fa. Allora fortunatamente i miei pensieri principali erano mangiare, dormire, fare la cacca santa e piangere ogni volta che volevo fare una di queste cose. E in questo momento della mia esistenza, sono parecchie le volte in cui desidero tornare a quell'epoca. Sarebbe bellissimo. Non devi pensare a niente, quando impari a sorridere la gente è felice, quando fai le facce strane la gente è felice, fai le puzzette e la gente è felice.
Ora invece, se sorridi a qualcuno per la strada senza motivo, la maggior parte delle persone ti prende per matta. Se fai una faccia strana così, solo perchè ne hai voglia e a te fa ridere, ti prendono per matta. Se fai una puzzetta in mezzo alla gente fai schifo. E spera solo che nessuno si accorga che sei stato tu.
Poi cresci. I miei genitori, figli degli anni sessanta ma di quelli eleganti (insomma, niente Woodstock o Peace & Love) lavoravano come la maggior parte dei giovani di quel tempo, forse con meno pretese dei ragazzi di oggi, ma probabilmente più di noi. Io quindi sono cresciuta con la mia nonna, che quando non lavorava era sempre a casa con noi nipoti.
Mia mamma e mia zia hanno fatto i figli praticamente in due tornate, forse organizzandosi con la nonna in modo la lasciargliene due alla volta, così era più semplice. I primi sono stati mia sorella e mio cugino, nati proprio nello stesso anno, 8 prima di me. Poi siamo arrivati noi secondogeniti.
Sono cresciuta giocando a lego e con le macchinine, anche perchè le bambole mi annoiavano parecchio.
Una cosa che, quando facevo le elementari, mi ha sconvolto e resa molto infelice è stato il corso di nuoto. Una o due volte in settimana arrivava il pullmann in piazza a prendere tutti noi bambini, e ci portavano in piscina. Io avevo paura dell'acqua, e siccome ero la bambina più alta e anche un pò cicciona (e i bambini me lo facevano spesso notare) avevo il terrore di andare a fondo, che l'acqua non avrebbe sostenuto il mio peso. Un giorno ho smesso il corso di nuoto, infatti le mie capacità natatorie rimangono tuttora molto limitate, ma anche se un pò me ne vergogno, conosco benissimo il motivo, perchè in me è sempre vivo il ricordo dell'angoscia che provavo ogni volta che entravo nell'acqua. Il problema è che, pur non sapendo nuotare bene, nell'acqua ci andavo comunque, con il risultato che nuotavo come i cani, nel vero senso della parola: orizzontale e muovendo le braccia e le gambe come pinne. Fortunatamente, un giorno ho capito e sforzandomi ho almeno imparato a nuotare a rana. (anche la mia mamma nuota a rana, solo che per non bagnarsi i capelli tiene la testa altissima fuori dall'acqua, e questo è davvero esilarante da vedere, sembra un'ochetta che si sollazza, forse più divertente di me quando nuotavo a cane).
A parte questi avvenimenti, ero una bambina felice e piuttosto determinata e anche da piccola ho fatto un pò di tutto, studiato il pianoforte, giocato a pallavolo, fatto ginnastica artistica e danza (anche se queste erano cose un pò troppo da femmine e tra l'altro io e lo sport non abbiamo mai avuto una relazione molto serena...).
Mi sono spesso sentita fuori posto in varie situazioni, più che altro sentivo di non vivere nella città giusta, mi andava tutto stretto e più crescevo, più cresceva in me il desiderio di andarmene dalla mia città.
Però sono stata brava, ho finito le superiori (con un anno di "pausa" trascorso in Olanda - e non pensate male, avevo solo 17 anni ed ero ancora una brava bravissima seria e responsabile ragazzina) e fatto l'università (con un anno di "pausa" in cui ho lavorato e inserito 2 viaggetti, uno di nuovo in Olanda per lavorare e uno in Australia).
Al secondo anno di università sono andata a vivere con una mia amica. Studiavo e abitavo comunque nella mia città natale, quindi avrei potuto comunque rimanere con i miei genitori, però, probabilmente a causa del mio cervelletto malato ho desiderato fortemente allontanarmi leggermente dalla mia famiglia per evitare i vari litigi che (per natura) nascono tra figli adolescenti e genitori. Poi, dovendo lasciare l'appartamento, abbiamo optato per la vita in una specie di comune, eravamo di norma in 5 in un appartamento in centro, ma più diminuivano i soldi e più aumentavano gli inquilini.
Poco prima del diploma, durante una delle stagioni estive, ho lavorato nella città in cui vivo tuttora. Era in un ristorante, come cameriera. Sono partita senza aspettative e soprattutto senza conoscere quasi nessuno, come sempre d'altronde. Ma al mio arrivo ho incontrato Ava, Aspir e Fury, con annessi e connessi vari, le quali mi hanno accompagnata nella mia vita fin qui.
Oltre a loro, ho anche conosciuto un ragazzo. Cavolo, ci ho proprio perso la testa, e fondamentalmente è soprattutto per lui che ho deciso di trasferirmi, una volta presentata la tesi.
La discussione della tesi è avvenuta il giorno 14 febbraio, San Valentino, ed ero talmente innamorata che invece di festeggiare la libertà semi-definitiva dagli studi, ho deciso di passare quel giorno insieme al demente. Ora si che me ne pento.
Comunque, tutto è andato secondo i piani, mi sono presa il mio inutile fogliaccio e sono partita verso il mare.
Alla fine i chilometri che ho percorso erano solo 400 o giù di lì, ma in quel momento mi sembravano tantissimi, la strada verso il futuro, verso l'amore e la felicità infinita.
Invece, tutto finisce, tutto si crea e tutto si distrugge e anche il nostro amore, come è nato, è finito nella burrasca circa un anno fa. Ma in quel momento io ho ricominciato a vivere. Ed è nata Sandy Boo.
Tutto sommato, meglio così no?
PS: bè, alla fine sono anche profonda!
sabato 17 marzo 2007
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